STORIA
Municipium romano con il nome di Iuvavum,
fu sede di monaci già nel sec. V e S. Ruperto,
avutala in dono dai duchi di Baviera (695), ne fece
un centro di evangelizzazione. Vescovato dal 739,
prese il nome di Salzburg dalle locali saline avute
in dono e fu poi eretta ad arcivescovato (798) con
compiti missionari nei confronti degli Avari, coprendo
un territorio molto vasto e arricchita di benefici
(proventi di miniere d'oro e d'argento, rame e marmo;
alcune attive ancora in età contemporanea).

La città ebbe parte rilevante
nella lotta per le investiture, con la dotazione
della fortezza di Hohensalzburg, e fu al centro
di aspre contese tra gli arcivescovi, i nobili,
i borghesi e i contadini; ambito e disputato ne
fu il titolo arcivescovile, specie dopo l'unificazione
con quello di principe dell'Impero (1278). Le cure
politiche nei sec. XVI-XVII, la fioritura artistica
e culturale distrassero spesso gli arcivescovi dai
problemi della Chiesa cattolica; la Riforma, da
essi energicamente ostacolata, si diffuse però
nelle vallate, fino alla drastica espulsione di
30.000 protestanti (1731). Secolarizzato nel 1802,
il vescovato passò agli Asburgo per diventare
provincia austriaca nel 1849. S. fu centro di ripresa
culturale cattolica, con la fondazione dell'Universitätenverein
(1884), soppresso poi da Hitler. Dal 1918 S. è
capoluogo dell'omonimo Stato federato della Repubblica
austriaca. La popolazione della regione votò
nel 1921 per l'Anschluss con la Germania, provocando
reazioni specialmente in Francia.