La
città conobbe una straordinaria fioritura artistica
nei periodi barocco e rococò (sec. XVII-XVIII) grazie
all'attività di numerosi artisti italiani (i Carlone,
i Tencalla, ecc.) e austriaci (i Fischer von Erlach,
L. von Hildebrandt, B. Permoser, G. Donner, J. M.
Rottmayr). Al sec. XVII risalgono la chiesa dei
Gesuiti, trasformata nel secolo successivo da A.
Pozzo, quella dei Cappuccini, con notevoli opere
d'arte (sarcofago di Francesco I e Maria Teresa,
di B. Moll, 1753), l'Arcivescovado, le chiese di
S. Rocco e dell'Annunziata (nei sobborghi) e vari
monumenti e fontane.

Il palazzo del parlamento
Numerose
anche le realizzazioni della prima metà del sec.
XVIII. A L. von Hildebrandt si devono lo splendido
complesso dei palazzi del principe Eugenio, o del
Belvedere, al centro di un magnifico parco, con
fastose decorazioni e affreschi; il palazzo Daun-Kinsky,
con interni riccamente decorati da M. Chiarini;
il palazzo Schwarzenberg, poi modificato da Fischer
von Erlach il Vecchio. Vasta, infatti, l'attività
dei Fischer von Erlach, autori tra l'altro della
chiesa di S. Carlo, la più bella chiesa barocca
della capitale. Ai primi decenni del secolo data
anche l'imponente complesso di Schönbrunn*. Altre
costruzioni settecentesche sono la chiesa delle
Salesiane, l'Accademia delle Scienze e dell'Albertina,
i palazzi Pallavicini e Liechtenstein (affreschi
di A. Pozzo). Al sec. XIX risalgono numerosi edifici
che conferiscono a Vienna il suo tipico aspetto
ottocentesco, tra questi spiccano quelli sorti lungo
la Ringstrasse: l'Opera, l'Accademia di Belle Arti,
il Parlamento, il Burgtheater, la Rathaus (municipio)
e la Votivkirche (questi ultimi neogotici). Assai
più significative sono, a cavallo dei sec. XIX e
XX, le realizzazioni della Secessione, dovute principalmente
a Otto Wagner (varie stazioni della metropolitana,
Cassa di Risparmio, chiesa di Steinhof) e J. M.
Olbrich (padiglione della Secessione).

Chiesa di San Carlo