Come
in altre corti europee, anche presso la corte asburgica
il balletto trovò munifica ospitalità e maestri
di ballo italiani e francesi vi diffusero il gusto
per le rappresentazioni coreografiche. A partire
dalla metà del sec. XVIII, grandi coreografi vi
introdussero le prime forme di ballet d'action.
Primo fu F. Hilverding (1743-68), e dopo di lui
G. Angiolini - che qui mise in scena alcune delle
sue più importanti creazioni su musiche di C. W.
Gluck (Don Juan, 1761 e Semiramis, 1765). A questi
seguirono J.-G. Noverre (1767-74), S. Viganò, che
proprio a Vienna allestì il suo capolavoro, Le creature
di Prometeo (1801). Nei primi decenni del sec. XIX
il balletto guadagnò grande popolarità nella capitale.
Si aprirono nuovi teatri dove stelle provenienti
da tutt'Europa si esibivano regolarmente, e le ballerine
viennesi, prima fra tutte F. Elssler, assursero
a fama internazionale.
Coreografi
di vaglia come Paul Taglioni e A. Bournonville furono
ospiti nella capitale e tutti i principali titoli
del repertorio vi furono rappresentati, da Sylphyde
(1836) a Giselle (1842), da La Péri (1844) a Napoli
(1856), da Coppelia (1876) a Sylvia (1877). Il balletto
Die Puppenfee, dell'austriaco Joseph Hassreiter
(già solista poi direttore della compagnia del Teatro
dell'Opera di Corte dal 1891 al 1920), andato in
scena per la prima volta nel 1888, ottenne tale
successo da rimanere ininterrottamente nel repertorio
della compagnia fino ai giorni nostri. Fra la fine
del sec. XIX e il principio del sec. XX le prime
correnti del modernismo giunsero a farsi apprezzare
nella capitale austriaca. Vi si esibirono Loie Fuller
e Isadora Duncan; le sorelle Wiesenthal, già allieve
della scuola di ballo del Teatro dell'Opera, cominciarono
negli anni Dieci a presentare con successo loro
originali interpretazioni coreografiche dei valzer
di Strauss.
Dal
1934 al 1939 M. Wallmann, già assistente di M. Wigman,
guidò la compagnia del Teatro dell'Opera. Dal 1942
al 1952 R. Chladek fu direttrice della danza al
Conservatorio cittadino e dal 1952 al 1970 ricoprì
la stessa funzione all'Accademia di Musica e Arti
dello spettacolo. Durante la seconda guerra mondiale,
intanto, l'antico teatro di corte era andato distrutto
(ma l'attività ballettistica non fu interrotta).
Fra le maggiori personalità chiamate alla direzione
nel dopoguerra E. Hanka (1942-58), anch'essa di
formazione modernista, D. Parlic (1958-61) e A.
Milloss (1961-66 e 1971-74), cui si deve l'allestimento
del Lago dei cigni affidato a R. Nureev (1964),
protagonista M. Fonteyn, e dello Schiaccianoci di
J. Grigorovic (1973). In anni recenti la capitale
ha visto l'istituzione di festival e stagioni internazionali
che hanno offerto al pubblico - accanto alla regolare
attività della compagnia di balletto del Teatro
dell'Opera di Stato - il meglio del balletto e della
danza contemporanea di tutto il mondo.