SPETTACOLO
Nel
1776 ebbe i privilegi di teatro di corte anche il
Burgtheater, del quale Giuseppe II volle fare un
tempio del dramma letterariamente “nobile”,
relegando la commedia popolare a sale periferiche.
Nel 1787 si aprì il Theater auf der Wieden
(ribattezzato nel 1801 Theater an der Wien) diretto
da E. Schikaneder, librettista e primo Papageno
del Flauto magico mozartiano. Queste due sale e
lo Josephstädttheater, aperto nel 1788, sarebbero
state nel sec. XIX le sedi delle straordinarie commedie
popolari di F. Raimund e J. Nestroy, autori e interpreti
di irripetibili mescolanze di farsa, fiaba e parodia,
nonché in seguito delle acclamatissime operette
di Suppé, J. Strauss e F. Lehár (accolte
anche al Carltheater aperto nel 1847).
Per
la prosa c'era il Burgtheater che, grazie alla direzione
di J. Schreyvogel, acquistò prestigio internazionale
inscenando le opere di F. Grillparzer, nonché
i testi più significativi del miglior teatro
europeo costituendo una compagnia stabile con eccellenti
attori. Per la lirica, infine, si inaugurò
nel 1869 la Hofoper, ribattezzata Staatsoper nel
1919, che aggiunse al repertorio soprattutto le
opere di R. Strauss. A tutte queste sale si affiancarono
prima e dopo la guerra 1914-18 altri teatri con
intenti più propriamente sperimentali o per
ospitare commedie di consumo. Dopo la II guerra
mondiale,riaprirono i grandi teatri e ne sorsero
di nuovi, spesso di breve durata. Con il Burgtheater,
lo Josephstädttheater e la Staatsoper hanno
acquistato importanza la Volksoper, che rappresenta
opere, musical e operette, e il Volkstheater, che,
diretto da L. Epp, ha svolto una politica di repertorio
ardita, assorbendo forze e idee anche dai numerosi
teatrini sperimentali sorti successivamente.